Conte in visita a Taranto striglia Mittal e promette il rilancio di Taranto
lunedì 12 ottobre 2020

TARANTO - Il premier Giuseppe Conte ha promesso ampio sostegno ai tarantini, con lo stesso impegno che c'è stato a Genova. "Dobbiamo fare in tempo, non esiste che in Italia ci vogliano 2 anni, 3 anni, 4 anni, 5 anni per un'opera" - annunciato durante la cerimonia per la posa della prima pietra nel cantiere del nuovo ospedale San Cataldo. Il presidente del Consiglio si è trattenuto brevemente con le maestranze impegnate nel cantiere per una foto di gruppo e si è concesso ai fotografi come sempre. Michele Emiliano ha fatto ha ironizzato sul premier: "Cambia squadra ma vince sempre". Tutto procede secondo la tabella di marcia: il Raggruppamento Temporaneo di Imprese che eseguirà i lavori, capeggiato dalla Debar Costruzioni spa di Bari, con il Consorzio stabile COM, la CN Costruzioni Sp, la Edilco Srl, il Gruppo Mazzitelli e la Icoser, si è impegnato a consegnare l'opera in soli 399 giorni lavorativi(rispetto ai 1.245 posti come base di gara), impiegando tre turni giornalieri (uno notturno). Dopo la prima pietra dell'ospedale a San Cataldo, il governo vuole accelerare su altre "pietre" per progetti di rilancio della città". "Tutto il Mezzogiorno, e non solo Taranto, richiede progetti mirati, richiede un rilancio ed è qui che dobbiamo agire per colmare il divario digitale.

Se non c'e' accesso a internet non si può neppure applicare l'articolo 4 della Cosituzione che prevede il diritto di tutti di essere partecipi della vita sociale del paese. E per farlo dobbiamo avere tutti pari chance", ha aggiunto Conte. "Chiudere un polo siderurgico in Italia è un problema di sistema, ma noi vogliamo accelerare la transizione energetica, la svolta verde. Arrivano anche i soldi del Recovery Fund e abbiamo la possibilità di farlo, abbiamo la possibilità anche di preservare l'occupazione fermo restando che oggi abbiamo sottoscritto vari progetti di diversificazione e nuovi contratti. Vogliamo qui offrire un riscatto economico, sociale culturale a questo territorio sofferente".

Il presidente Conte, in queste ore in visita a Taranto, ha dichiarato che Mittal si deve assumere la responsabilità delle ricadute sociali ed ambientali del territorio.

"Mittal dovrebbe assumersi questa responsabilità? Ed il Governo? - si chiedono i respo del Comitato Giustizia per Taranto - Vorremmo, infatti, ricordare al Presidente del consiglio, che lo Stato italiano deve ancora rispondere ad una sentenza della corte di Strasburgo che ha condannato l'Italia per non aver difeso la salute dei cittadini di Taranto! Mittal è un imprenditore che, per definizione, pensa al suo profitto.

E' chi ci governa che dovrebbe ricordarsi che i diritti umani sanciti dalla nostra Costituzione ad oggi continuano a non essere garantiti in terra jonica! Ma perché il Presidente è in visita a Taranto insieme a ben otto ministri della Repubblica? Questa giornata dà il via a diversi cantieri per la città, dalla cessione della banchina Torpediniere, all’ospedale San Cataldo, fino all’inaugurazione della facoltà di Medicina. Tutte iniziative potenzialmente utili che non sono però esenti da criticità. La prima considerazione che vogliamo fare, è che si tratta di concessioni, più che di risarcimenti, che servono soprattutto per farci ingoiare, ancora una volta, l’amara pillola del rilancio del siderurgico. Un rilancio tutto da dimostrare ed i cui danni non potranno che continuare ad essere perpetrati, ovviamente sulla nostra pelle!

Ma anche i progetti in sé meritano un’analisi che vada oltre ai facili entusiasmi. L’ambizione di avere un’università autonoma e dar vita ad un policlinico ionico collegato col nuovo ospedale San Cataldo è una costruzione tutta da definire e per la quale siamo certi non mancheranno ostacoli e resistenze da Bari. La cessione dell’ex banchina Torpediniere è un fatto estremamente positivo per il rilancio turistico e culturale del territorio, da anni auspicato, ma è il risultato di un baratto che potenzierà in realtà l’immagine militare della città. Il trasferimento della Marina coinciderà infatti con il rinnovo della base navale di San Vito, con l’aggiunta di ben undici nuovi ormeggi per grandi navi. Una presenza ingombrante rispetto ai propositi di rilancio ecologico della città e di quella meravigliosa porzione di territorio. Restano positivi i progetti per porto e Città vecchia che, però, non sono stati oggetto della visita di oggi, ma sui cui appalti sarà importante vigilare. Aggiungiamo che oggi avremmo voluto consegnare al Presidente del Consiglio Conte, oltre a delle proposte ufficiali da inserire nel Cantiere Taranto per un rilancio profondo della città, anche il docufilm "Exit-La via d'uscita", un documentario prodotto da Giustizia per Taranto che racconta la riconversione economica dei bacini della Ruhr in Germania... ma non ci è stata data la possibilità.

Sappiamo bene quanto, dietro a questo continuo salvataggio irresponsabile, ci siano unicamente interessi bancari che la politica difficilmente sarà disposta a tradire, ma non possiamo evitare di reclamare una riconversione reale del territorio, svincolata dalla fabbrica. La Ruhr, in tal senso, è l’esempio più fulgido di lungimiranza politica e risanamento e pretendiamo ci venga detto perché per Taranto non si possa aspirare ad un modello tanto virtuoso quanto percorribile! A. A. A. Cercasi volontà politica per salvare Taranto. Non per continuare a gettare fumo (inquinante) negli occhi".

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