Ilva, “nazionalizzazione unica scelta”
giovedì 18 giugno 2020

“È evidente che l’ingresso dello Stato nell'amministrazione dell’ex-Ilva sia l’unica prospettiva possibile per salvare lo stabilimento e tutelare occupazione e compatibilità ambientale. Le dichiarazioni dell’AD Morselli di ieri sera non aggiungono nulla di nuovo a quello che già era stato condiviso in questi mesi di dialogo col governo. Adesso però, Arcelor smetta di tergiversare, ci dica se intende chiudere la fase conflittuale con gli enti territoriali e se accetta la modifica dell'AIA e la introduzione della VIIAS preventiva, e scopra le carte (se ha delle carte da giocare): dov’è il piano di rilancio e di riconversione degli impianti produttivi per il complesso industriale di Taranto?” Lo dichiarano il deputato PD Ubaldo Pagano, membro della Commissione Bilancio della Camera, e il responsabile ambiente della segreteria regionale pugliese del PD Massimo Moretti.

“A Taranto c’è ancora molto da fare e la presenza dello Stato potrà contribuire all’accelerazione degli interventi ambientali assolutamente necessari e all’investimento necessario per decarbonizzare gradualmente gli impianti, provando a garantire contestualmente che ogni lavoratore non sia lasciato indietro. La decarbonizzazione è una priorità perché è l’unica soluzione che permette di mantenere il lavoro a Taranto senza sacrificare salubrità dell’aria e salute dei cittadini. Nel frattempo, ci aspettiamo che l’Amministratore Delegato rispetti i suoi impegni con tutte i subappaltatori di Ilva e paghi quanto dovuto, cessando questo assurdo ricatto che grava sempre sulle spalle dei più piccoli. Il momento è critico, non possiamo permettere che questo atteggiamento continui. Arcelor Mittal – concludono Pagano e Moretti – deve comprendere di non essere nella posizione di dettare le condizioni e di dover chiudere la fase di conflitto ed aprire quella del dialogo costruttivo".

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