Ilva, "Non c'è più tempo", l'accordo non basta: sit-in a Taranto, contestati i 5 Stelle
venerdì 7 settembre 2018
La protesta già programmata prima del tavolo tecnico di ieri: l'accordo non basta ai cittadini preoccupati per la salute di Taranto. Soddisfatto invece il sindaco Melucci.

 

E' scoppiata nel giorno dell'accordo la protesta dei cittadini di Taranto. In un sit-in, già programmato prima del risultato del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico di ieri, tutta la rabbia di chi vede in Ilva la vera minaccia per la salute del territorio. Non soddisfano difatti le garanzie offerte da Mittal in merito alla salvaguardia ambientale, e i manifestanti non usano mezzi termini per esprimere tutta la rabbia e la preoccupazione. A finire nel mirino soprattutto i 5 Stelle, ed in particolare la parlamentare Rosalba De Giorgi, arrivata in piazza Della Vittoria e fuggita via scortata da polizia e carabinieri. Cittadini, associazioni, comitati e medici non hanno difatti dubbi: allo stato attuale l'unica soluzione è la chiusura del siderurgico, la decontaminazione e la bonifica dei siti. "I cittadini di Taranto” scrivono nella nota di convocazione della manifestazione “chiedono che, nel rispetto della Costituzione, il Governo tenga fede alle promesse elettorali sottoscritte nel Contratto di Governo con la Lega, che prevede la chiusura delle fonti inquinanti". 

Soddisfatto per il risultato raggiunto è invece il sindaco Melucci: “Taranto può finalmente guardare al futuro con maggiore fiducia, anche se tanto c'è ancora da fare in termini di bonifiche, tutela della salute e diversificazione produttiva". Un po' di amarezza invece per le modalità: “Sono rammaricato per il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali da parte del Governo  e l'inutile perdita di tempo e per le risorse pubbliche impegnate durante il commissariamento".