Sequestro della raffineria Eni, a Taranto scatta il panico: code ai distributori
venerdì 24 novembre 2017
La notizia del sequestro ha generato il timore che si esaurisse la benzina. Catena via Whatsapp.

Lunghe code di auto a Taranto e catene di Sant’Antonio su Whatsapp. Questo l’effetto della notizia del sequestro della raffineria Eni nel capoluogo jonico, frutto dell’operazione che in tutta Italia ha messo i sigilli alle raffinerie del gruppo per l’indagine della Procura di Roma in merito a presunte misurazioni truccate nei depositi Eni e alla conseguente sottrazione di 10 milioni di accise sui petroli. Una sorta di psicosi collettiva, alimentata dai social e dal passaparola, che possano terminare le scorte di benzina nei distributori, e dunque che le auto possano rimanere a secco. Intanto, proprio dal gruppo, arriva un invito alla calma: secondo la raffineria tarantina, infatti, non vi sarebbe alcun allarme e l’azienda starebbe già provvedendo a scongiurare il rischio. Nonostante le rassicurazioni, il messaggio continua a girare anche oltre la provincia di Taranto dove ieri gli automobilisti si sono affrettati a correre ai ripari presso i distributori, formando lunghe code.

Foto dalla pagina Taranto è lui