Botte, spinte e schiaffi contro i bimbi di 3 anni: in manette una maestra a Taranto
venerdì 24 novembre 2017
La donna incastrata dalle immagini delle telecamere posizionate dagli inquirenti dopo le denunce dei genitori.

Una storia terribile arriva da Taranto, dove i bambini della scuola materna XXV Luglio subivano da tempo le violenze e i maltrattamenti della maestra. I piccoli, di soli tre anni, venivano quotidianamente strattonati, picchiati, schiaffeggiati da una maestra 50enne, ora in manette. Grazie alle riprese delle telecamere installate dagli inquirenti, in seguito alle denunce dei genitori, la donna è stata incastrata e arrestata.

L'accusa è di “maltrattamento in danno dei propri alunni minori (età prossima ai tre anni)”. L'indagine che ha portato alla luce l'orribile situazione, è stata avviata anche grazie alle segnalazioni di alcune colleghe.

“Sulla base degli elementi acquisiti nel corso di attività di indagine” scrive nel comunicato la Questura di Taranto “delegata dalla Procura della Repubblica di Taranto, nello specifico attività captativa (audio e video) disposta all’interno dei locali della scuola materna 'XXV Luglio', via Pitagora, volta a riscontrare quanto già in parte denunciato da alcuni genitori e segnalato dallo stesso dirigente scolastico, personale della Squadra Mobile di Taranto ha proceduto nel pomeriggio di oggi a trarre in arresto una maestra 50enne ritenuta gravemente indiziata del reato di maltrattamento in danno dei propri alunni minori (età prossima ai tre anni). L’osservazione delle immagini videoregistrate e l’ascolto audio, in un periodo di circa 40 giorni, hanno consentito di accertare ripetute condotte violenti (spinte, schiaffi, strattonamenti, urla) tenute dalla maestra, denotando incapacità nel gestire i piccoli alunni durante l’orario scolastico, nonché assenza totale di metodo educativo, mancanze cui la stessa ha tentato di sopperire con aggressività e violenza, sia fisica che psicologica”.

L'arresto è scattato ieri pomeriggio, nello stesso giorno in cui è venuta alla luce un'analoga situazione in un'altra città italiana, il caso di Vercelli. I sospetti dei genitori partivano dall'osservazione dei piccoli, che mostravano evidenti segni di disagio e malessere. I bambini, lungi dal poter comprendere tanta violenza, come si evince dalle immagini, ingenuamente si riavvicinavano alla maestra anche dopo aver subito i maltrattamenti, in cerca di consolazione, per essere poi nuovamente strattonati.