Allarme malaria, i braccianti contagiati in Italia. Controlli nelle campagne
giovedì 5 ottobre 2017
Secondo le indagini mediche, il contagio sarebbe avvenuto in Italia tramite una zanzara anofele probabilmente trasportata in una valigia.

Nessun rischio malaria in Italia. O almeno, nessun rischio di contagio diretto nè da zanzara anofele nè da uomo a uomo. Il pericoloso insetto vettore della malaria, sconfitto oramai da moltissimo tempo, non sarebbe difatti presente in Italia in un numero sufficiente da costituire un problema per la salute pubblica.  Eppure in qualche modo i quattro braccianti ricoverati a Taranto sarebbero rimasti infetti proprio sul territorio. Ad affermarlo sono gli stessi medici, che spiegano come i tempi del contagio non sarebbero compatibili con una malattia pregressa. L'incubazione difatti varia dai 12 ai 18 giorni, il che farebbe pensare - come ipotizzato fin dalla prima ora - ad una zanzara trasportata in qualche valigia proveniente da Paesi a rischio. 
I quattro pazienti, infettati dalla 'Plasmodium falciparum', ora sono in via di miglioramento.

Nonostante l'allarme rientrato, non si esclude del tutto che possa esistere qualche esemplare di anofele anche in Italia, ma secondo gli esperti comunque non sarebbero in grado di trasmettere il plasmodium. Per scongiurare il rischio, comunque, si è attivata la macchina della Asl che in queste ore sta piazzando delel trappole per zanzare nelle aree potenzialmente a rischio, ovvero nelle zone umide. Gli esemplari già catturati sono stati portati all’Istituto zooprofilattico di Foggia per ulteriori indagini.