Caso Galeandro, in carcere padre e figlio per tentato omicidio
mercoledì 7 giugno 2017

I due avrebbere tentato di uccidere un 33enne di Pulsano, parente del killer di Francesco Galeandro.

Nella mattinata odierna, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto e della Compagnia di Manduria, hanno tratto in arresto, con l’accusa di concorso in tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di arma da sparo, i pregiudicati Angelo Galeandro, 72enne, allevatore, e Alberto Galeandro, 33enne, operaio, rispettivamente padre e figlio di Pulsano, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere .

Le indagini sono partite a seguito di una denuncia presentata presso la Stazione Carabinieri di Taranto Principale il 27 marzo scorso da un 33enne  pulsanese, stretto congiunto di un soggetto in atto detenuto per l’omicidio di Francesco Galeandro, figlio e fratello dei due ed hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli stessi, i quali, nel pomeriggio di quello stesso giorno, a bordo della loro autovettura, si portavano all’interno di un’azienda edile di Pulsano in cui stava lavorando il denunciante. In dettaglio, Alberto Galeandro, dopo essere sceso dal veicolo, puntava contro la vittima una pistola e quest’ultima riusciva a sottrarsi all’azione ostile dapprima gettandosi a terra e poi nascondendosi dietro alcuni blocchi di cemento, riuscendo poi ad allontanarsi. Nel mentre, anche l’aggressore, richiamato dal padre che paventava un possibile arrivo dei Carabinieri, si dileguava.

La dinamica dell’evento veniva accreditata anche dall’esame delle immagini dei sistemi di video- sorveglianza presenti in azienda, avvalorando l’ipotesi che solo grazie al sopraggiungere del titolare della ditta, il malcapitato, approfittando di un attimo di distrazione, riusciva a fuggire nei campi adiacenti, sfuggendo quindi agli attentatori che, sorpresi dalla sua repentina reazione, decidevano quindi di rientrare in macchina ed allontanarsi.

Il grave episodio, i cui movente è ritenuto la ritorsione per la morte di Francesco Galeandro, si inserisce peraltro in una lunga sequenza di eventi criminali che negli ultimi mesi hanno interessato il centro abitato di Pulsano, fra cui danneggiamenti, aggressioni e pestaggi proprio a carico di parenti o persone vicine ai presunti responsabili dell’omicidio avvenuto lo scorso 22 luglio.

Angelo e Alberto Galeandro, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Taranto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.