Emergenza neve: "Medici di continuità assistenziale lasciati soli ad affrontare i disagi del maltempo"
domenica 8 gennaio 2017
 La denuncia dei medici della Fimmg: “La Regione non ha saputo affrontare un’emergenza annunciata”.

Il maltempo mette in ginocchio anche i servizi essenziali. I disagi alla circolazione creano problemi anche a chi, per ruolo, deve far fronte alle emergenze sanitarie su tutto il territorio. A pagare un prezzo alto anche i medici in continuità assistenziale, che attraverso una lettera di denuncia del sindacato Fimmg, per voce del segretario regionale Pietro Drago, denunciano la scarsa organizzazione nella gestione dell’emergenza maltempo in Puglia.

“I colleghi della Continuità Assistenziale di tutta la Puglia stanno sostenendo  da molte ore  il peso di una Regione che non ha saputo gestire un'emergenza annunciata” scrivono. “I direttori generali di tutte le ASL non hanno fatto nulla per garantire ai medici in servizio la possibilità di fornire in sicurezza un'assistenza adeguata al cittadino: si sono limitati all'invio di una nota protocollata, in cui si chiedeva di prendere contatto con  Protezione Civile ed organi di sicurezza. Ma, nei fatti, i colleghi sono stati abbandonati a loro stessi. La sicurezza di chi presta cure mediche è uno dei principi fondamentali su cui si basa l'organizzazione di un servizio di tutela della salute del cittadino. Ciò che invece è sta accadendo è che viene messa a rischio l'incolumità di tanti colleghi che devono raggiungere le sedi di lavoro e devono fornire cure spesso a domicilio, in un momento per giunta ‘caldo’ come quello di epidemia influenzale. Non è di certo sufficiente dichiarare agibili (nei casi in cui avviene) le grandi arterie stradali, quando contemporaneamente deve essere in piena attività un servizio di cura che è capillare sul territorio. Fimmg Continuità Assistenziale Puglia intende denunciare questo abbandono, questo disinteresse da parte di amministratori, i quali percepiscono compensi per scaricare il peso dell'emergenza su operatori che lavorano con grande senso di responsabilità e che, per esempio, vanno ben oltre il previsto orario di lavoro, garantendo così la continuità dell'assistenza lì dove i colleghi hanno difficoltà a raggiungere le sedi per il cambio turno. È necessario programmare con tutte le parti in causa l’ assistenza medica in  caso di calamità (come quella che stiamo vivendo) senza attendere la prossima emergenza, per evitare altri martiri. Perché il rischio, in un clima esasperato, è che si alimentino tensioni fra utenza e medici laddove l'assistenza arrivi in ritardo per cause di forza maggiore. Il nostro ringraziamento e la nostra vicinanza” concludono “vanno a tutti i colleghi che hanno sopperito alle carenze del sistema per un unico scopo, che per noi è sempre stato una priorità: essere vicini alla cittadinanza, avendo a cuore innanzitutto la salute del prossimo”.