Schifani nel Salento: “No al Referendum, la riforma limita la democrazia”
domenica 6 novembre 2016

L'ex presidente del Senato è intervenuto questa mattina a Lecce e a Taranto.

Approda nel Salento, il tour dell'ex presidente del Senato, Renato Schifani. Intervenuto questa mattina a Lecce, ad una iniziativa di Forza Italia Puglia assieme al coordinatore regionale del partito, onorevole Luigi Vitali, e alla senatrice Adriana Poli Bortone, l’ex presidente ha ribadito il suo No al referendum costituzionale.

“La riforma costituzionale del governo Renzi limita la democrazia. Tra le tante cose negative, non consente agli italiani di eleggere i propri rappresentanti al Senato e triplica il numero delle firme necessarie per proporre l'iniziativa legislativa popolare. È importante dunque il 4 dicembre rispondere con un no convinto ad una riforma che. Ho votato in Aula esclusivamente per disciplina di partito e mai votata in Commissione. Oggi invece il mio no è fermo e deciso, Anche perché la vittoria di chi boccia il ddl Boschi non significa la vittoria di Grillo, ma di tutti quelli che vogliono una Costituzione dove il bilanciamento dei poteri sia effettivo e rappresenti garanzia di autentica democrazia”.

Il coordinatore regionale di Fi Puglia, Luigi Vitali, ha affermato: “Ringrazio il senatore Schifani per essere stato con noi in questa due giorni pugliese a Taranto e Lecce, per spiegare le ragioni del NO al referendum. Per noi, è una battaglia per la democrazia. La riforma di Renzi riduce lo spazio democratico affidato a noi cittadini, che non potremo più eleggere e scegliere i senatori. È un bluff anche sul fronte dei costi della politica, che non saranno ridotti, e mortifica le comunità regionali con il ridimensionamento dei poteri delle Regioni. Il pericolo, come è evidente, è quello di una deriva autoritaria con uno strapotere del governo centrale. Noi non ci stiamo -ha concluso Vitali- e continueremo fino al 4 dicembre, senza sosta, a dialogare con i cittadini per mandare a casa Renzi e il suo governo legato ai poteri forti e non al popolo italiano”.