Sanitaservice, personale ausiliario pronto al sit-in davanti alla direzione Asl
sabato 5 novembre 2016

Giovedì 10 novembre a partire dalle ore 9 i lavoratori di Sanitaservice Usb saranno in presidio presso la direzione Generale della Asl di Taranto. Lunedì 14 novembre invece incroceranno le braccia.

“Dopo aver tentato più volte di discutere delle questioni importanti che riguardano il personale ausiliario di Sanitaservice, visto che il tentativo di raffreddamento della Prefettura di Taranto si è concluso con esito negativo e che la ripresa delle trattative sindacali con la parte datoriale sono state rinviate ripetutamente, abbiamo deciso che è arrivato il momento di farci sentire in maniera forte – dichiara Giovanni Palazzo USB lavoro privato-. Già in precedenza avevamo proclamato lo stato di agitazione del personale poi sospeso per una formale ripresa delle trattative sindacali che però a tutt’oggi non si sono verificate dal punto di vista sostanziale”. Il mancato passaggio a full time del personale nonostante la grave carenza di personale e l’eccessivo ricorso alle ore di straordinario; il mancato pagamento dell’indennità di turno H24, indennità di rischio radiologico e biologico; mancata adozione del modello organizzativo e organigramma: queste le richieste. “Chiediamo al Direttore generale dell’Asl di Taranto un incontro per discutere delle questioni della vertenza in atto – continua Palazzo –. Siamo molto delusi del fatto che, inizialmente si era arrivati a discutere su un tavolo unitario (ricordiamo che il 26 ottobre eravamo stati convocati tutti), ora invece ognuno va da sé. Questo è un atteggiamento da parte della Direzione generale che non ci piace assolutamente, soprattutto perché non ci fidiamo di chi (gli altri sindacati) per cinque anni si è “dimenticato” di chiedere le indennità di turno e di rischio radiologico e biologico. Non ci facciamo rappresentare da chi solo pochi mesi fa dava per scontato un ritorno alle esternalizzazioni. Si tratta di una situazione che noi per primi abbiamo denunciato e non vogliamo assolutamente che venga discussa e trattata da altri che non rivendicano mai i diritti dei lavoratori”. La convocazione è arrivata dopo 40 giorni, rispetto ai 20 verbalizzati nel precedente incontro. Da qui la necessità dello sciopero, già proclamato per il 9 ma che è stato posticipato al 14 seguendo le direttive nazionali. “Per noi ci sono le condizioni per portare da subito i lavoratori a full time, per riconoscere a tutti le indennità negate per cinque anni. Negate anche da chi dice di essere firmatario di contratto ma poi il contratto non lo conosce o, per meglio dire, non lo applica”, conclude Palazzo.