Ospedale di Castellaneta, Perrini: “Servono spazi più ampi per l’Oncologia”
lunedì 10 ottobre 2016

Il consigliere regionale Renato Perrini (COR) dopo il sopralluogo nel nosocomio tarantino.

“C’è un’altra battaglia di civiltà che va sostenuta in favore dei malati oncologici dell’Ospedale di Castellaneta: ampliamento delle sale per la chemioterapia, nel rispetto degli standard pervisti dalle normative vigenti, e spazi più accoglienti per l’attesa dei pazienti. Lunedì presenterò una nuova interrogazione per migliorare la struttura oncologica dell’ospedale civile del versante occidentale e chiederò alla Asl di Taranto di effettuare un sopralluogo per verificare quanto, da mesi, lamentano le associazioni che assistono i malati fuori e dentro i reparti.

Nel mese di maggio ho svolto un primo sopralluogo all’interno dell’Ospedale di Castellaneta insieme al personale medico, al quale feci seguire subito un’interrogazione urgente. Riscontrai in quella circostanza una situazione di grave criticità per l’Oncologia: i pazienti erano, e a quanto pare sono ancora ammassati, perché gli spazi a disposizione risultano stretti ed angusti. Una problematica questa che avevo riscontrato anche nell’ospedale Moscati, tant’è che sempre nel mese di maggio avevo prima sollecitato e poi accompagnato, il direttore generale della Asl ionica, Stefano Rossi, per verificare di persona la necessità di rendere più ampia ed accogliente la sala di attesa del reparto di oncologia. In questa circostanza mi fu garantito che sarebbe stato allestito uno spazio doppio rispetto all’esistente.

Oggi intervengo nuovamente, attraverso un’interrogazione, per sostenere la struttura ospedaliera di Castellaneta, perché così come il Moscati, futuro Polo Oncologico provinciale, almeno così ha garantito il Governatore Emiliano, ricade in una provincia profondamente segnata dall’emergenza ambientale, causa di tumori, linfomi, patologie gravi dell’apparato respiratorio, insorgenza di malattie corniche anche in neonati. Valutazioni per altro ben chiare alla Giunta Regionale, perché supportate dalle risultanze finali del Rapporto Epidemiologico diffuso questa settimana. Un’emergenza talmente acclarata che non può non incidere nelle scelte della regione Puglia, in ambito sanitario”.