Arriva anche a Taranto lo spettacolo-documentario "Le rose d'acciaio" sulle donne e l'Ilva
mercoledì 7 settembre 2016
A causa del maltempo, lo spettacolo "Le rose d'acciaio" è rinviato a domenica 18 settembre alle 20.

Per la prima volta a Taranto lo spettacolo-documentario sull'Ilva visto dagli occhi delle donne che di Taranto e l’Ilva sanno molto: operaie, madri, mogli, sorelle, fidanzate e figlie. 

Uno spettacolo-documentario che, attraverso le testimonianze delle donne, ripercorre le problematiche inerenti le vicende dell'Ilva: lavoro, salute e ambiente.
"In un groviglio di decreti e in un susseguirsi di promesse mai rispettate abbiamo deciso di raccogliere le testimonianze di coloro che la vita la generano, la difendono e la proteggono con tenacia e caparbietà. La necessità di soffermare lo sguardo sul microcosmo femminile che si muove dentro e intorno al  mostro llva, l’urgenza di ascoltare le voci di quelle donne che vivono lottando" è nata da Roberta  Natalini, ideatrice dello spettacolo “Le rose d’acciaio” dal quale è scaturito il lavoro editoriale che ha lo stesso titolo.

In scena L'attrice e regista Roberta Natalini è accompagnata dalle note del maestro Danilo Leo al pianoforte. Alla realizzazione della rappresentazione teatrale ha contribuito la video maker Silvana Padula. 

Lo spettacolo da voce a quelle donne, vittime innocenti di falsi accomodamenti, che hanno subito la perdita di un loro congiunto "per causa del mostro Ilva".

Non a caso è stata scelta come location la masseria Carmine dove furono abbattuti 600 capi di bestiame e da cui partì l'inchiesta sulla diossina. La pièce teatrale, portata in giro per il Salento, ha ricevuto straordinari consensi permettendo di far conoscere con lucidità una sconvolgente verità nella quale centinaia d cittadini tarantini sono costretti a vivere.

Nella serata verrà presentato il libro “Le rose d’acciaio” scritto da Roberta Natalini e da Paola Bisconti. La prefazione è a cura di Alessandro  Marescotti , presidente di PeaceLink, presente in serata assieme agli autori e al responsabile editoriale Savino D’Andrea.