Notte della Taranta, tra solidarietà e musica, nel segno delle donne e della Consoli
domenica 28 agosto 2016

Successo per la serata finale del festival con il concertone di Melpignano: emozioni e musica, con un pensiero alle vittime del terremoto. Promossa dai più la direzione di Carmen Consoli e Daniele Durante.

Una maratona di solidarietà per le popolazioni terremotate, una notte in cui “guarire” attraverso un canto e ritmi liberatori: il concertone finale della Notte della Taranta 2016 verrà ricordato per il suo legame alle vittime del sisma in Centro Italia (e le polemiche sull’opportunità di tenere l’evento nel giorno del lutto nazionale) e per la scelta di Carmen Consoli, maestra concertatrice, che aveva promesso alla vigilia di ridare spazio ai suoni tradizionali per dimostrarne la loro attualità. Ne viene fuori uno spettacolo gradevole, a tratti bellissimo, con incursioni decise nella contaminazione, ma con un suono che rende efficace ogni singolo istante: certo, la polemica tra chi ritiene che ci sia “poca pizzica pizzica” e che la “tradizione” sia ancora una volta la grande assente non sarà risolta neanche questa volta, ma è ormai un passaggio annuale, quasi obbligato. La Consoli, però, ne esce vincitrice con una Taranta che doveva essere “fimmena” e tale è stata e con momenti di spettacolo a tratti unici: interessante, ad esempio, la versione di un classico come “Lu rusciu te lu mare”. Un successo condiviso anche con le coreografie di Fabrizio Mainini, che ha messo insieme ballerini professionisti e corpo di ballo popolare, e con le ospiti dell’edizione 2016: Nada, Fiorella Mannoia, una commovente Tosca (col suo appello accorato per la sua regione colpita dal sisma), ma soprattutto le star internazionali come Buika e Lisa Fischer. Ma il risultato finale è merito soprattutto dell’Orchestra popolare, che rappresenta il tassello fondamentale per la continuità musicale di un progetto lungo 19 anni, di Daniele Durante, direttore artistico del concerto, e delle voci della Notte della Taranta, da Stefania Morciano ad Enza Pagliara, da Alessia Tondo ad Alessandra Caiulo, da Ninfa Giannuzzi ad Antonio Castrignanò, da Giancarlo Paglialunga ad Antonio Amato, sino a Luigi Marra. Emozioni dense che attraversano la notte del “ragno” e della “cura” e che idealmente stringono in un morso di solidarietà un pezzo d’Italia ferita.