Non si scommette sulla salute, l'Usb incontra il viceministro Bellanova
venerdì 29 luglio 2016
Rizzo: "Abbiamo illustrato la situazione reale di Taranto e chiesto un intervento concreto che vada a tutela della città, dei cittadini e dei lavoratori".

Mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inaugurato a Taranto il secondo piano del Museo MarTa, in Prefettura le sigle sindacali hanno incontrato il Viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova. Un lungo colloquio in separata sede tra Cgil, Cisl e Uil e Usb. “Una richiesta fatta espressamente dalle tre sigle sindacali che, come al solito, non vogliono aprire dialoghi con noi. Abbiamo sottolineato l’importanza della democrazia sindacale”, commenta Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto. “E’ stato un incontro molto importante in cui abbiamo ribadito la nostra posizione, sottolineando soprattutto che nessuno ha il diritto di scommettere sulla salute delle persone – va avanti Rizzo -. Abbiamo smontato i dieci decreti che mirano solo alla salvaguardia dei possibili acquirenti e non alla città e ai lavoratori. Abbiamo fatto sentire forte il nostro No a questa situazione che è ormai insostenibile, soprattutto perché non dà uno spiraglio di apertura verso orizzonti positivi. Crediamo che non si voglia davvero creare un obiettivo per la città quanto continuare a regalare il nostro futuro e la nostra salute, per far arricchire le tasche di chi in fondo di Taranto si disinteressa. Abbiamo sottolineato come in questi quattro anni, dal 26 luglio 2012, non si sia fatto realmente nulla per la città, ma che tutti i decreti, in particolare l’ultimo, mirino solo al sostegno ai prossimi proprietari dell’azienda. Abbiamo voluto far presente che l’unica soluzione per lo stabilimento, che è centrale, così come dice lo stesso Governo, per l’economia tarantina e italiana, sia la nazionalizzazione. Solo lo Stato può mettere le risorse economiche per garantire i due importantissimi diritti che i lavoratori e i cittadini debbano avere: lavoro e tutela della salute. Nel corso di quest’anno abbiamo dovuto fare decine di collette all’interno dell’Ilva per sostenere le tante famiglie colpite dal tumore. Solo questa mattina la morte di una giovane donna, moglie di un collega. Negli ultimi due anni abbiamo perso cinque colleghi. Credo sia giusto dare una risposta concreta a quella che è ormai un’emergenza per la nostra città, ma dovrebbe essere per l’Italia intera. Ed è paradossale rilevare che le uniche risposte che otteniamo per il territorio sono le chiusure dei pronto soccorso. Ci aspettavamo da parte del governo un’azione forte, che tutelasse, arrivati a questo punto, dopo quarant’anni di inquinamento, la nostra vita e quella dei nostri familiari. Una catastrofe da cui nessuna famiglia tarantina è immune. Non crediamo nei cambiamenti immediati, ma vogliamo che il Governo appronti un progetto per la città che dia la possibilità ai nostri figli di dover scegliere di essere disoccupati o lavorare in Ilva o dover andare via da Taranto.  Sabato scorso si consigliava ai genitori del quartiere Tamburi, a causa del wind days, di chiudere le finestre e di non mandare i bambini per strada: in un paese civile e democratico questo non DEVE accadere e non può essere parte di una scommessa. E lo Studio Sentieri è stato chiaro: a Taranto si muore di più a causa dell’Ilva e i lavoratori sono i più esposti. Le relazioni mediche di varie istituzioni sono inconfutabili, siamo il primo produttore di diossina a livello europeo, con dati shock sul quartiere Tamburi, i lavoratori sono a contatto con le peggiori sostanze nocive, ma sembra che il Governo resti impassibile. Ci chiediamo come mai davanti a questi studi e dati continui a non prendere una posizione più sensibile e chiara nei confronti dei lavoratori, con un riconoscimento di beneficio sulla pensione”. Il viceministro ha ascoltato attentamente l’intervento di Rizzo e ha chiesto un documento con tutte queste informazioni che presto saranno al vaglio del Governo. Un’ ultima battuta Rizzo la rivolge a Renzi: “Credo sia vergognoso che il Presidente del Consiglio in visita a Taranto abbia completamente snobbato l’Ilva: un atteggiamento che non condividiamo e che crediamo sia sintomo di grande disinteresse. Renzi dovrebbe sentirsi parte in causa, ma invece scappa da quella che è la realtà”.