Piano di Riordino ospedaliero, Pugliese, Uil: "Umilia un territorio martoriato come Taranto "
lunedì 4 luglio 2016
"Questo piano di riordino ospedaliero non ha né capo né coda, anzi umilia un territorio martoriato come Taranto, in quanto piuttosto che intervenire laddove non c’è neanche un posto letto, in reparti fondamentali come chirurgia toracica e pneumologia, invece di programmare l’istituzione dell’Ircs e di adeguare l’oncologia alle emergenze sanitarie e ambientali dovute all’inquinamento industriale che stanno travolgendo la provincia ionica, taglia organico e posti letto in una zona dove il rapporto tra gli stessi e gli abitanti è già il più basso della regione e tra i più bassi d’Italia”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della Uil di Puglia, parla di “vero e proprio scandalo”.

Il segretario della Uil, inoltre, chiede “chiarezza sul caso dell’ospedale San Cataldo, una speculazione edilizia in piena regola che non risolverà certo i problemi, drammatici, della sanità a Taranto. Un ospedale che cozza contro tutte le normative vigenti per la tutela e contro il consumo del suolo, un progetto privo di Vas (valutazione ambientale strategica) e di Via (valutazione impatto ambientale), di ogni sorta di servizio basilare come acqua, elettricità, gas e fognatura, per tacere della viabilità inesistente. Evidentemente il caso San Raffaele del Mediterraneo e il suo clamoroso naufragio fra le polemiche non ha insegnato nulla: anche stavolta sta andando in scena un’inguardabile fiera degli sprechi, quando invece anche i muri sanno che sarebbe molto più utile e opportuno investire quei fondi sull’ampliamento dell’ospedale Nord, che in tempi brevi potrebbe diventare un polo d’eccellenza e di riferimento per l’intera provincia e per la regione”.

Sempre a proposito di chiarezza, Pugliese chiede anche di far luce “sul Centro Ambiente e Salute, affinché venga definita la pianta organica e il processo di stabilizzazione del personale, oltre ala riordino tecnico-giuridico al fine di garantire un’operatività di fatto sulla prevenzione”.

“Qui si gioca – chiosa Pugliese – con la salute e con le già esigue tasche dei cittadini. Bisogna invertire la rotta, prima che arginare l’emergenza diventi un’impresa”.