La Uil contro il piano di riordino sanitario: «È solo un insieme di tagli scriteriati»
venerdì 24 giugno 2016
È quanto dichiara il segretario generale del sindacato che contesta il piano varato dalla giunta regionale.

«È solo un insieme di tagli scriteriati e ragionieristici: eppure la Regione non ha fatto altro che glissare sull’argomento». E ancora: «Manca una progettazione lungimirante e condivisa della sanità, in grado di intercettare e fare proprie le emergenze, le istanze e le necessità reali dei cittadini e del territorio».  Infine: «C’è una colpevole disparità di trattamento fra le diverse province pugliesi». A parlare in questi termini del piano di riordino ospedaliero è Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia che non condivide le misure varate dalla Regione.

 «Così come avvenuto in occasione del primo elaborato del piano di riordino sanitario regionale non c’è mai stato spazio per un confronto serio e nel merito delle oggettive criticità presenti nel sistema sanitario pugliese con le organizzazioni sindacali e con le forze sociali in generale – continua - oggi più di ieri siamo preoccupati per la situazione esistente e per la situazione che si creerà nei prossimi mesi e nei prossimi anni».

«Temi come la mobilità passiva, la spesa farmaceutica fuori controllo e la sanità privata sono stati blindati dalla Regione Puglia, che ha fatto di testa propria, infischiandosene del parere dei rappresentanti dei lavoratori della sanità. Gli stessi lavoratori che sono costretti a interfacciarsi quotidianamente con organici insufficienti e inadatti a una regione che si trova ad affrontare mille emergenze e a breve una stagione estiva che porterà la popolazione sul territorio ad aumentare di circa il 30 per cento a causa del massiccio afflusso di turisti. Anche in questo caso, le tante richieste di analisi del servizio emergenza-urgenza hanno ricevuto in cambio solo lunghi silenzi», aggiunge Pugliese.

 «Certo è – conclude Pugliese – che non ci arrenderemo e continueremo a mettere in campo iniziative affinché il diritto alla salute dei cittadini pugliesi e le condizioni lavorative degli operatori sanitari siano rispettati appieno. Non si può parlare di regione europea mentre il servizio sanitario continua a sgretolarsi sotto i tagli del Governo, inflitti con il benestare della Regione Puglia».