Camera di Commercio Taranto: "Questione Frecciarossa,la mobilità propulsione per lo sviluppo"
giovedì 3 settembre 2015
Per il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli, "il dibattito sul treno Frecciarossa che percorre in sei ore e mezza il tragitto Milano-Bari, terminando la sua corsa nel capoluogo di regione ed escludendo, di fatto, le province di Taranto, Brindisi e Lecce, riapre bruscamente l’annosa e irrisolta questione delle dotazioni infrastrutturali sul nostro territorio. E ripropone in maniera urgente la necessità di soluzioni definitive sul tema dei trasporti come elemento centrale e propulsore di qualsiasi ipotesi di sviluppo economico. Già nel 2012 la Camera di Commercio di Taranto aveva colto questo aspetto istituendo il Tavolo della Mobilità e riunendo intorno ad esso tutti gli stakeholder interessati, anche con la partecipazione delle province di Matera e Cosenza, nella convinzione che la questione trasporti non possa e non debba essere condotta come una guerra di campanile, ma secondo una logica di pianificazione che deve intercettare e soddisfare le vere esigenze dei territori".

"Come già ribadito in questi giorni da tanti esponenti del mondo politico ed economico  - prosegue nel comunicato il presidente - la vicenda del Frecciarossa bloccato sulla 'linea gotica' di Bari, ha fatto da detonatore ad un problema che non è stato mai risolto: i collegamenti da e per le aree geograficamente più marginali della regione. Aree che pur essendo decentrate e collegate male con il resto dell’Italia e con le altre nazioni, hanno conquistato negli anni rilievo in campo turistico, commerciale, industriale. Fermo restando il denominatore comune tra le tre province del Sud della Puglia, è evidente che Taranto detiene, purtroppo, un gap infrastrutturale in materia di trasporti più pesante di altre realtà. Per questo se sono giuste e condivisibili le rivendicazioni per allungare il Frecciarossa sulla dorsale adriatica fino a Lecce, lo sono ancora di più per chiedere che i collegamenti ferroviari veloci giungano sino al capoluogo ionico. RFI, infatti, negli anni ha progressivamente ridotto il numero dei treni a lunga percorrenza da e per Taranto. I pochi collegamenti rimasti sono effettuati con mezzi obsoleti dismessi da altre aree del paese più “fortunate”, con tempi che rendono anti-economico l’utilizzo del treno stesso. E’ un cane che si morde la coda: l’offerta di Trenitalia non è concorrenziale, non va incontro alle esigenze del mercato, il servizio è scadente e, quindi, l’utenza non lo premia. Le ferrovie, però, utilizzano questo argomento per tagliare le tratte sostenendo che i treni viaggiano vuoti. Come è possibile pensare di riconquistare il mercato con vetture vecchie e scassate e con percorrenze interminabili? Oggi l’Italia è tagliata in due: una parte è collegata con bolidi fiammanti, l’altra con utilitarie di seconda mano. E’ questa l’agenda per il Sud? Ed è questo il modello che Trenitalia vuole riprodurre su scala regionale interrompendo l’alta velocità a Bari?"

"Trasporti adeguati  - prosegue Sportelli - agevolerebbero quelle dinamiche di riconversione turistico-culturale su cui il Governo per primo starebbe puntando. Il tema della mobilità, quindi, va portato e posto all’attenzione del Tavolo Istituzionale per Taranto non come appendice rivendicativa del territorio ma come imprescindibile complemento delle ipotesi di sviluppo tracciate dal Governo.
Quanto alla Regione Puglia, all’avvio della nuova consiliatura, durante l’incontro con i neoeletti consiglieri regionali della provincia di Taranto, la Camera di commercio di Taranto ha già evidenziato con forza la necessità di superare le diversità politiche per ragionare con un unico fine: la crescita economica e sociale del territorio ionico. Un concreto adeguamento delle infrastrutture di trasporto è tema significativo intorno al quale fare squadra, in quanto coinvolge imprese e cittadini della provincia di Taranto che, ad oggi, inspiegabilmente sono costretti a subire  - conclude il presidente - quella che appare una vera e propria sperequazione del diritto alla mobilità ed alla fruizione di un sistema di trasporto pubblico accessibile ed utile".